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Kukula: un progetto di crescita sostenibile

Kukula è una parola che in Chichewa, lingua parlata prevalentemente nel Sud Est Africano, significa «crescere». Questo termine è stato utilizzato da 7 ingegneri per denominare la propria Onlus, nata dall’amore di questi ultimi per l’ambiente e dalla volontà di aiutare persone svantaggiate attraverso le loro competenze ed esperienze al fine di costruire un futuro migliore e sostenibile.

“Kukula è una grande famiglia: nasce da un gruppo di amici, l’atmosfera è bellissima e rappresenta un’opportunità per molte persone di mettersi in gioco, ognuno a modo proprio”. Come dice Marco, uno dei fondatori dell’associazione. “L’idea di fondare Kukula c’è sempre stata, tutti noi volevamo mettere in pratica ciò che avevamo studiato a livello teorico per poter aiutare chi è in difficoltà, ma la spinta che ha dato inizio a tutto è arrivata da Andrea, che nel 2018 si è recato in Madagascar per studiare la conservazione della barriera corallina con un’associazione”.

Andrea racconta che: “La causa dell’associazione con cui lavoravo era molto nobile, ma la cosa che più mi ha lasciato interdetto è il fatto che operasse proprio a fianco di un villaggio poverissimo e nessuno sembrava interessarsi ai problemi di questo contesto sociale. Decisi allora di cancellare il volo di ritorno e rimanere, volevo fare qualcosa per cambiare le cose qui”.

Dalla sua decisione di restare, Kukula è nata e ha piantato le prime radici proprio in Madagascar. L’obiettivo della Onlus è quello di ideare e realizzare progetti che possano contribuire allo sviluppo delle comunità dei Paesi in Via di Sviluppo, attraverso la promozione di modelli virtuosi di crescita, e per farlo si concentra sulla valorizzazione degli individui che appartengono alla comunità e dell’ambiente che la circonda. Una volta che il lavori in Madagascar sarà terminato, l’obiettivo ultimo dell’associazione è quello di esportare e riprodurre questo modello di sviluppo in altri contesti di necessità.

“La mission di Kukula è sintetizzabile in 3 parole: equità, ambiente e collaborazione. – ci spiega Marco- Collaboriamo innanzitutto con le popolazioni locali, ma anche con altre organizzazioni. Per esempio quest’anno stiamo lavorando con H4O-Help for Optimism, un’associazione di Torino che opera nel settore WASH, al fine di creare un network di associazioni che collaborino fianco a fianco, oltre che con enti tecnici e scientifici, come il Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino. In effetti, una quarta parola che ci descrive potrebbe essere scienza, siamo tutti ingegneri e i nostri progetti si basano sull’approccio scientifico e l’analisi dei dati”.

Al momento si stanno prendendo cura di tre progetti e un quarto è già in corso d’opera.

Il primo si chiama Zero carbon e consiste nella realizzazione di cucine pirolitiche migliorate, le quali hanno la peculiarità di consumare una minor quantità di combustibile grazie al processo di pirolisi. Questo processo permette, inoltre, di ridurre le emissioni di gas inquinanti con uno straordinario beneficio a livello ambientale, ma anche sanitario e sociale. Infatti, come riportano Andrea e Marco, nel mondo sono ben 4 milioni le persone che ogni anno perdono la vita a causa di infezioni polmonari dovute ai metodi di cottura tradizionali (solitamente un fuoco fatto a terra), di cui 15 mila solo in Madagascar. Il progetto, è nato dallo studio, in collaborazione con il Politecnico di Milano, di un singolo fornello pirolitico che si è presto trasformato in una vera e propria cucina.

Il secondo progetto in corso è “Sentimento agricolo” in cui si punta all’ottimizzazione del sistema di produzione alimentare tramite il metodo dell’agricoltura sinergica. In più con i loro prodotti provvedono al rifornimento di tre ristoranti della zona, proiettandosi sempre più verso una forma di autonomia.

Infine, con “Tree hugs”, Kukula si impegna in attività di riforestazione per preservare le foreste e la biodiversità del Madagascar, minacciate sempre più dalla deforestazione incontrollata.

Ogni singolo passo viene portato avanti in stretta collaborazione con la popolazione locale, in modo tale che, una volta ultimato il lavoro, i progetti proseguiranno autonomamente. “È importantissimo parlare e renderli partecipi”.

“Inizialmente è stata dura riuscire a inserirsi fra i locali, venivamo visti come i “diversi” e identificati come il classico “uomo bianco e ricco”. D’altronde come dargli torto, il Madagascar è stato una colonia francese fino agli anni ’60 e la popolazione è sempre stata abituata a lavorare per qualcun altro, per un bianco appunto. Le vecchie generazioni sono poco intraprendenti. In malgascio (lingua nazionale del Madagascar) non esiste la parola “futuro”. Nessuno pensa al domani, non esiste l’idea di costruirsi un futuro. I giovani, però, grazie all’istruzione e una maggiore apertura al mondo, sono alla costante ricerca di un miglioramento.”

Attualmente i ragazzi di Kukula sono tutti volontari, perché preferiscono lasciare che i loro fondi finanzino i progetti, ma la speranza è che un giorno tutto questo diventi il loro unico lavoro. Hanno iniziato raccogliendo donazioni da privati, ora collaborano con enti e associazioni già affermate e riescono ad accedere ai bandi pubblici e privati. In breve tempo hanno ottenuto ottimi risultati e ci auguriamo insieme a loro che quel sogno degli anni universitari che è già per metà realtà continui a crescere e ad aiutare tante persone, come fino ad ora ha fatto.

Per chiunque voglia contribuire al loro progetto di crescita sostenibile, in questo link https://bit.ly/3noPtye avete la possibilità di fare una donazione!

Pubblicato da coniungo

Coniungo nasce nel gennaio 2019 da un’idea di Enrico Amadori e Francesca Neri, col semplice scopo di voler condividere storie e idee con il resto del mondo. In un anno è cresciuto molto e si è fatto conoscere, non solo in Italia. Nel suo piccolo si impegna ad unire le persone attraverso le esperienze che ognuno di noi si porta dietro e, nel concreto, è riuscito ad organizzare una raccolta fondi per aiutare una realtà poco conosciuta nel nostro territorio: PK SPID , unico club di nuoto per disabili in tutta la Bosnia-Erzegovina, per i quali è completamente gratuito. Ad un anno di distanza il team di Coniungo si è allargato, ma il progetto non ha perso la sua identità mantenendo l’obiettivo di raccontare realtà del presente e del passato , ponendo al centro la storia, la testimonianza del singolo o di una comunità. La redazione di Coniungo si impegna a dar voce a chi non viene ascoltato o considerato, a far conoscere realtà distanti e poco conosciute, semplicemente ad unire le persone attraverso l’elemento che accomuna tutti noi : l’essere umani.

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